29/01/2026 Lodi – Giorno della Memoria

Come rileva la storiografia contemporanea, il numero degli oppositori del nazionalsocialismo può apparire esiguo in termini assoluti; tuttavia, se valutato alla luce delle condizioni di repressione e rischio personale imposte dal regime, esso risulta molto più ampio e significativo di quanto appaia.

A chi, con coraggio e a costo della vita, in Germania si oppose al nazismo e al suo «progetto di sterminio» – come recita la legge istitutiva del Giorno della Memoria – è dedicata la ricorrenza del 27 gennaio 2026, per iniziativa di Comune di Lodi, Istituto lodigiano per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea (Ilsreco), Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti (Aned), Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (Anpi) Comitato provinciale di Lodi, Movimento ecclesiale di impegno culturale (Meic) Diocesi di Lodi, con la collaborazione dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Lodi.

Giovedì 29 gennaio prossimo, alle ore 21.00, nella sala Granata presso la Biblioteca Comunale Laudense, si terrà l’iniziativa Nel mio paese straniero. La resistenza al nazismo in Germania, con interventi di Laura Coci e Ivano Mariconti, letture a cura di Roberto Del Piano ed Elena Zaini.

Il titolo dell’evento riprende quello del drammatico memoir di Hans Fallada, romanziere di successo che scelse ostinatamente di rimanere in patria ed ebbe la carriera spezzata dall’avvento al potere di Hitler. Internato in un manicomio criminale nel settembre 1944, qui scrisse le proprie «memorie dei dodici anni sotto il terrore nazista», tardivamente pubblicate; quindi, nel 1946, il libro forse più importante sulla resistenza tedesca al nazismo, Ognuno muore solo, che ha per protagonista una coppia della piccola borghesia berlinese capace di compiere, tra il 1940 e il 1942, gesti di resistenza civile di forte valore simbolico.

Così come di forte valore simbolico, e ugualmente non violenta, è la forma di opposizione al nazismo della celebre Rosa Bianca, un gruppo resistenziale costituito da alcuni studenti (tra questi la giovane Sophie Scholl), un docente dell’Università di Monaco e, successivamente, da altri aderenti, che deliberatamente rischiarono e offrirono la propria vita per motivi di coscienza contro un potere criminale e una statolatria razzista.

Per la sua valenza storica, l’evento rappresenta un’opportunità formativa per le e i docenti che vi prenderanno parte, ai quali sarà rilasciato un attestato di partecipazione.