Gentile Presidente Pagliarulo,
il comunicato congiunto ANPI–UCEI del 28 luglio sta determinando sorpresa e disorientamento al nostro interno, non tanto ovviamente per quanto concerne l’obiettivo di riaprire il dialogo tra le parti sui temi di vitale importanza per la democrazia italiana e la società, ma quanto per ciò che non vi compare: una chiara valutazione delle tensioni dello scorso 25 Aprile a Milano e delle loro cause, affinché nel prossimo anno episodi simili non abbiano più a verificarsi, essendo consapevoli che l’estrema destra al governo potrebbe avvantaggiarsi in campagna elettorale del ripetersi di tali situazioni.
Antifascista è chi l’antifascista fa, per questo non c’è la necessità di fare riferimento ad alcuna religione specifica: semplicemente occorre che vengano riconosciuti e perpetrati i valori antifascisti. Chi rispetta questi principi è naturalmente incluso nella nostra causa, senza necessità di ulteriori comunicati congiunti.
Al contrario chi si è reso o si rende autore di azioni divisive tendenti ad esaltare chi fomenta e persegue la guerra e il genocidio, naturalmente si allontana dai principi di antifascismo, rispetto e democrazia. Azioni incompatibili con lo spirito del 25 Aprile e con i valori della Resistenza, come l’esibizione provocatoria da parte della Brigata Ebraica di cartelli di sostegno alle politiche del governo Netanyahu e dell’amministrazione Trump, che ci auguriamo non abbiano a ripetersi.
Apprezziamo la volontà delle parti di condividere il valore dell’antifascismo, la condanna degli atti di violenza e di qualsiasi forma di razzismo e discriminazione; occorre però essere conseguenti. La necessità di “riaprire il dialogo” o di “abbassare i toni” non può prescindere da una posizione netta e coerente come quella che l’ANPI ha più volte espresso relativamente al genocidio in corso in Palestina e al doveroso sostegno al popolo palestinese, che da decenni subisce occupazione, violenze e privazione dei propri diritti. E non può prescindere dalla necessità di fermare il genocidio, sostenere il popolo palestinese, riaffermare il ripudio della guerra e il valore universale dell’antifascismo.
Per queste ragioni chiediamo che su una questione di tale rilievo si apra un confronto ampio e partecipato all’interno dell’Associazione, che non può esaurirsi in comunicato emesso il 28 luglio e che riteniamo del tutto insufficiente. Un confronto e una partecipazione da svolgersi nel pieno rispetto dei valori fondativi dell’Associazione e del suo costante impegno contro ogni forma di oppressione, guerra e discriminazione.
Lodi 2 agosto 2026
Ufficio di presidenza dell’ANPI Provinciale di Lodi
